Asile's Blog

Un blog al contrario

venerdì, 08 giugno 2007

Avete mai visto anche una sola puntata di Six Fett Under? Si tratta di una serie tv americana che narra le vicende di una famiglia di impresari funebri alla morte del capofamiglia. Ciò che più mi ha colpito è come venga trattato il tema della morte. Si muore per overdose, infarto, vecchiaia, per mano del boia, strozzati nonostante davanti a se si abbia un bicchiere d’acqua che purtroppo viene rovesciato sul tavolo, in un incidente d’auto e per altri svariati motivi. La morte fa parte della vita, ne segna una fine che, inesorabilmente, ci aspetta.

Non ho paura della morte. È un’affermazione pesante, me ne rendo conto, ma non ho paura perché credo che per la persona che si spegne non c’è rabbia, ma rassegnazione. L’unica cosa che può fare è accettare ciò che è successo. Il vero dolore è delle persone che restano. Sì, è per loro. Dovranno trovare la forza per riprendere a vivere, dovranno abituarsi all’assenza e al vuoto che sentono.

No, la morte non mi fa paura. Non ho paura di come potrei morire, accadrà e già mi basta. Quello che mi dispiace è di poter far soffrire anche una sola persona per la mia morte. A volte penso che alla mia morte vorrei essere solo, senza una famiglia o un compagno perché non vorrei mai provocare un dolore così grande alla persona che amo.

So come morirò, è inutile girarci intorno. Se verso i cinquant’anni voltandomi indietro dovessi vedere solo errori e sentire un grosso senso di insoddisfazione, prenderei l’auto e mi andrei a schiantare a tutta velocità contro un muro. Forse sarò anche un codardo, ma l’idea di invecchiare da solo mi impaurisce abbastanza.


Asile consegna la sua prova al Grande Bloggher.


Asile85. 21:50 | commenti (4)
categorie: grande blogger, blog game

sabato, 26 maggio 2007

Di notte mi capita di prendere il cuscino e stringerlo forte a me. Questo gesto mi ricorda la prima notte che dormimmo insieme. Mi svegliai verso le sette e per più di un’ora restai a guardarlo dormire e mi dicevo “Ora mi alzo e m’infilo nel suo letto. Sì. Ora lo faccio, ora, ora…”, quando trovai il coraggio di farlo e mi sdraiai timidamente sul suo letto lui si girò e, con una tranquillità e semplicità che lo contraddistinguono, mi disse “Togliti”.
Non pensiate che sia uno poco romantico o completamente insensibile, non è così, anzi.
In un anno abbiamo condiviso molte cose, più di quelle che mi potevo aspettare. In fin dei conti pensavo non durassimo più di una settimana, vedendo il mio andazzo sentimentale di quel periodo.
Fu strano. C’incontrammo e non sentii quell’imbarazzo o quella sensazione di disagio che ci fa pensare “Ora cosa dico?”, non c’è mai stata. In fin dei conti da quell’incontro non mi aspettavo nulla e ci andai solo perché mi era di strada e per non sentirmi poi in colpa per non esserci andato.
La prima impressione fu ottima, mi piaceva. Non era il classico ragazzo con cui ero uscito in passato. La cosa mi colpì molto.
Eravamo seduti su una panchina e timidamente dissi “Sai, non so mai quando baciare una persona, cioè non so se il mio bacio sia gradito”, uscirono da sole quelle parole. Ero completamente fuori controllo. Non avevo mai fatto la prima mossa in passato, ma lui mi piaceva e le parole uscirono da sole. Lui, dopo un attimo di silenzio disse “È un’allusione?” ed in quel momento non pensai a nulla, nemmeno ad un probabile rifiuto, e dissi solo di sì. Da lì iniziò la caccia al luogo dove poterci dare questo bacio. Alla fine finimmo alla Feltrinelli, in un bagno con dei nani fuori che giocavano. Più che un bacio fu uno scontro, però fu bellissimo. Ancora oggi lo ricordo come il più bello che ci sia mai stato.
È la prima volta che scrivo queste cose, nonostante sia passato più di un anno da allora.
Ne abbiamo combinate tante in un anno, e molte ne combineremo. In questo momento sono un po’ agitato, perché oggi pomeriggio lo rivedrò dopo quasi due settimane. È stata una lontananza forzata causata dalla mia malattia esantematica. È bello essere un po’ agitati prima di vederlo, ti fa capire che tieni a quella persona e che, sostanzialmente, non saresti quello di oggi senza di lui.
Perché è così.


Asile consegna la sua terza prova al Grande Blogger.

P.S. Da oggi sono single, me lo sento.
Asile85. 12:03 | commenti (9)
categorie: racconti di vita, blog game

sabato, 19 maggio 2007

Io Dico, e tu?

I matrimoni omosessuali sono stai regolarizzati dapprima in Olanda dal 1 aprile del 2001, poi in Belgio nel 2003 e dal 2005 in Spagna e in Canada. In altri paesi, come: Francia, Spagna, Portogallo, Svizzera, Finlandia, Svezia, Norvegia e molti altri sono previste le unioni civili.

In Italia non esiste una legge che legalizzi i matrimoni omosessuali o le unioni civili, anche se con l’arrivo del nuovo governo non si fa altro che parlare di DICO (Diritti e doveri delle persone stabilmente conviventi) con annesso conflitto tra parlamentari atei e religiosi.

L’Italia, come rilevato dalla Corte Costituzionale, rappresenta uno stato laico: ma non è così. Per ogni decisione o disegno di legge del quale si discute in parlamento, puntualmente ed inesorabilmente, ne consegue il parere, minuzioso e non richiesto, da parte della chiesa; eppure, a quanto mi risulta, nessuno politico italiano si è mai permesso di sindacalizzare o di esprimere pareri sul Conclave o sulle decisioni prese da una chiesa che non guarda al futuro e si chiude in un bigottismo medioevale.

Quello che i Dico dovrebbero disciplinare sarebbero delle unioni che non si basano sul matrimonio ma sull’unione di persone che convivono stabilmente, non si tratta di una legge rivolta esclusivamente agli omosessuali, anzi; è una legge complessa e di un certo spessore. Per dirla breve: non è che io domani mattina mi sveglio, incontro uno e gli dico “Sposiamoci”, vado in comune, firmo un certificato e se tiro le cuoia il bell’imbusto si becca tutto; per carità non è così. Bisogna avere alle spalle una convivenza stabile di nove (e dico NOVE) anni, e non è così facile. Nove anni di convivenza, due o tre di fidanzamento, alla fine si parla di più di undici anni con la stessa persona! (NdR: checché sene dica, dopo undici anni che sono fidanzato con la stessa persona non voglio dei diritti, ma una medaglia).

Ovviamente non posso che essere favorevole a una legge che regola un sentimento, un’unione, tra due persone anche dello stesso sesso.

La chiesa si è dimostrata fin dall’inizio contraria a questa legge (NdR da dire che si dimostra contraria anche all’elettricità e ai lubrificanti) dichiarando che si tratta di una legge contro la famiglia, contro gli uomini e contro natura, richiamando all’ordine i politici cattolici che in Italia abbondano fra i divorziati e conviventi. Infatti, proprio questi ultimi si sono schierati immediatamente e in blocco contro la legge e a difesa della Sacra Famiglia come richiesto dal clero. La cosa dovrebbe far pensare: perché sono sempre più i divorziati e conviventi a schierarsi dalla parte della chiesa e contro i Dico?

Recentemente a Roma si sono disputate due manifestazioni  una a favore dei Dico e una contro (il famigerato Family Day). Per la precisione sabato scorso si è disputato il Family Day, manifestazione a difesa dei diritti della famiglia “canonica”, quella riconosciuta dalla chiesa con una cerimonia religiosa che dura intorno alle due ore (per intenderci). Tralasciando alcuni particolari, come che con i soldi dell’otto per mille si sia sponsorizzata tale manifestazione, non capisco perché le famiglie si sentano in pericolo. Eppure la legge non dice che le famiglie che si basano sul matrimonio siano meno “famiglia” di quella formata con i Dico e il viceversa… ah, no. I Dico non prevedono gli stesi diritti di un matrimonio ma solo una parte, quindi perché si lamentano?

I Dico sono un matrimonio non griffato in un’epoca di fashion victims, dove non conta chi sei ma cosa indossi.

Eppure non si chiede molto. Credo che una famiglia sia formata da due persone che si vogliono bene e che condividono un sentimento, o da un gruppo di amici che si vogliono bene senza al quale ci si sentirebbe terribilmente vuoti e soli.

Asile consegna la sua seconda prova al Grande Blogger.

Asile85. 17:57 | commenti (2)
categorie: grande blogger, blog game

domenica, 06 maggio 2007

Blog Game

Inizia una nuova avventura del sottoscritto me medesimo su:
Il Grande Bloggher.

Asile
Asile85. 20:39 | commenti (3)
categorie: grande blogger, blog game

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.