Asile's Blog

Un blog al contrario

lunedì, 30 giugno 2008

Chi mi sono perso...

Girovagando sul web ho trovato il blog della classe di un mio ex (vai a capire quale) in cui sono riportati gli eventi degni di nota. Ecco chi mi sono fatto sfuggire:

Prof (durante una correzione sul libro): Presta, vorrei sapere come fai a dire che l'abbiamo fatto l'esercizio se non hai il libro!
Presta: Non ho parlato!
Prof: Era una voce maschile!
Ex di Asile
(colui che aveva parlato): Io non ho una voce maschile!

Ah, che rimorso. Ma anche no.

Asile85. 11:39 | commenti (3)
categorie: confessions, asile life

venerdì, 11 aprile 2008

Asile's Week

Che poi uno se lo chiede se le cose accadono un po’ per caso. Prendi sabato scorso. Scherzosamente dissi:

“Ah, ma io lo rifarei TUM!” Ilarità dei presenti.

e in quel momento qualcuno dovette sentirlo e dire:

“Ah, sì? E mo lo rifai!” Ilarità del fato.

Sembra un po’ strano, ma è andata così. Martedì un mio amico riceve una simpaticissima lettera dalla facoltà Tutti lo sappiamo che quando la facoltà ti scrive sono solo cattive notizie. La facoltà gli comunicava che l’esame di Trasporti urbani e Metropolitani (per gli amici TUM) gli era stato annullato per non aver rispettato una propedeuticità. Propedeuticità inserita quest’anno e non contenuta nel nostro piano di studi. Bene, cioè male. Lui in preda al panico mi chiama chiedendomi se anche a me fosse arrivata questa bella letterina. Ringraziando addio non è arrivata (ndr. almeno per ora). Martedì sera entrai in depressione. Che poi uno dice “vabbè, è andato malino lo rifai”, ma avendo preso anche la lode mi sembrava un ragionamento che non filava. Ansia e depressione la sono state da padre fino a stamane. Venerdì. Giorno in cui il professore di Tum riceve gli studenti.

Ci siamo recati nel dipartimento come un due che vanno al patibolo sperando che il patibolo sia in ristrutturazione. Il prof ci accoglie, dopo aver sentito nella segreteria “Segreteria telefonica del dipartimento di *vocedelproffchedeclamailsuonome*, lasciare un messaggio”. Nello studio con lui c’era anche l’assistente, una donna che in sei mesi ha proferito parola due volte e una delle quali è anche stata minata dal test di qualità. Lei, santa donna, capisce la questione al volo ed espone il problema al nostro posto.

Udite, udite: la mia lode è salva, anche se me l’annullano. Il prof mi riconvaliderebbe l’esame, dopo aver svolto la propedeuticità, nella prima data utile.

Un Santo. Ora uno si aspetta che la cosa sia finita qui. Che la giornata possa offrirci solo cose buone, quando sulla tangenziale la macchina va in panne e siamo costretti a rimanere due ore su una piazzola di sosta sulla tangenziale aumentando tutte le mie fobie relative all’esserci abbandonato (ndr .come minacciato da qualcuno che conoscerete), essere trainati da un carro attrezzi, trovarci nell’auto mentre il conducente del carro attrezzi faceva di tutto per prendere tutte le buche possibili, fino al trovarci nel posto guida con lui ad ascoltare “Amore contro Amore” di Gianni Luna mentre cercava di rimorchiare due quindicenni che uscivano da scuola nel centro di Fratta.

Ora ditemelo, cosa ho fatto di male! Cosa? Ah, sì forse per quello. Come non detto.

Asile85. 15:17 | commenti (6)
categorie: asile life

giovedì, 20 marzo 2008

Rimostranze

Poi non è che uno sta qui a chiedere chissà cosa. Semplicemente uno stereotipo di Napoli. Napoli = pizza, sole e mandolino. Ok. Ora per la pizza uno va da Pizza Margherita o al Pomodorino e ha fatto, il mandolino lo si trova ogni due per tre passi, mentre per il sole uno deve sperare bene e chiedere a qualcuno lissù. Vero è che quello qui giù ha detto che devo bruciare all’inferno con gli Amici di Maria e Cecchi Paone. Però, uno non chiede tanto, no? Sto solo chiedendo che per un paio di giorni non piova, niente di più. Non ho chiesto il sole che spacchi le pietre, ma almeno non sto schifo di pioggia. Semplice. Non ho mica chiesto di tornare alla festa dei diciotto anni di mia cugina ed evitarmi la figuraccia, ripresa, fatta davanti a tutti:

Animatore: Come fa la gallina?

Asile: Chicchirichì!

Ilarità generale, senza che io capissi il perché.
Non sto qui a chiedere Come vincere al superenalotto, Come lavare il pastore tedesco o di avere dei capelli domabili. Non mi pare. Chiedo qualcosa di più semplice, o mi sbaglio? Anche nuvoloso, ma non la pioggia. Ho provato a spiegare ai miei che nell’altra casa il tetto non è biodegradabile, che comunque ci sono tutte le comodità. Nulla, non comprendono. Ora che vogliamo fare? Vuoi rovinarmi questi tre giorni? Perché se la risposta è sì, allora dacci dentro. Fa venir giù un altro diluvio universale, ma non sto “sole fortissimo cinque minuti e pioggia per due” in ogni momento. Se devo restare qui, con i miei sulle croste fa piovere, ma piovere tanto perché almeno un senso c’è.
Ecco, fine delle rimostranze.

Asile85. 13:16 | commenti (3)
categorie: dichiarazioni, asile life

lunedì, 17 marzo 2008

Asile Life #3

Previously, on Asile’s Blog: Un, Deux, Trois, Four, Five, Six

Settimo: … iniziammo a discutere. Frequentavamo la stessa chat, e mi chiese di incontrare Quinto che stava attraversando un periodo abbastanza duro: la crisi di mezza età. Acconsentii. Dopo mesi venni a sapere che Quinto aveva allungato le mani e che non vi fu nessuna reazione di Settimo. La nostra relazione procedeva su binari che andavano sempre più verso un’unica destinazione: la fine. Dopo un paio di mesi che stavamo insieme, mi vennero i primi dubbi su cosa provassi e su cosa volessi. Settimo era incredibilmente egocentrico, le nostre conversazioni erano basate sempre sugli stessi argomenti (Kylie Minogue, Danny Minogue, Shakira, lui e la sua “migliore” amica) e la cosa iniziava a stufarmi. Un mio amico di facoltà mi convinse a non terminare la relazione, che in fondo Settimo aveva solo diciassette anni e che quindi dovevo essere comprensivo. La fine arrivò, inevitabilmente quando i suoi festeggiarono i venticinque anni di matrimonio. Cerimonia alla quale fui invitato, ma non vi partecipai. Settimo, organizzò un viaggio ai suoi in quel di Palermo, città in cui abitava un suo amico di chat che come lui adorava Kylie Minogue. Tradotto: uno dell’altra sponda. La cosa mi fece andare su tutti i nervi, ma non potevo evitare nulla. Si incontrarono, l’amichetto combinò molti guai al padre di Settimo che quando tornarono mi confesso che il figlio e la piccola Kylie si chiusero in camera per molte ore e il figlioletto gli chiese addirittura se l’amichetto potesse rimanere a dormire con lui. Inutile a dirlo. Fu la goccia che fece traboccare il vaso, ed io mi ritrovai cervo a primavera. Settimo non ammise mai nulla, e anzi mi diceva che non era successo niente e che io dovevo fidarmi di lui. Lo feci, stupidamente. L’ultima volta che vidi Settimo, mi guardò negli occhi e mi disse che mia amava e che era fortunato ad avermi incontrato. Dopo qualche giorno mi lasciò su msn, chiedendomi di rimanere amici. Venni a sapere che neanche tre giorni dopo lui era già fidanzato con un altro, che vidi un giorno mentre oro alla ricerca di Settimo per cercare un chiarimento. Questo smilzo lo tradì col suo ex, e dopo un mesetto iniziò a mandarmi messaggi su un sito perché voleva conoscermi. Per dire il tipo.
(Se volte notizie di Settimo sappiate che ha il mio nome tradotto in inglese accostato a Will).

Dopo aver trascorso un’estate a piangere su una relazione che non valeva poi tanto, a settembre decisi di rimboccarmi le maniche e di incontrare qualcuno di interessante.

Ottavo: Incontrato in un bar di Vanvitelli, mi raccontava della sua vita. Diciassette anni, molto carino e con potrei paranormali. Mi raccontava che era capace di spostare oggetti col pensiero e di fare sedute spiritiche. Non me ne andai all’istante solo perché era terribilmente carino, lo ammetto. Parlammo dei nostri ex, delle sue origini e in genere dei suoi poteri mistici. Cercai di svincolarmi e ci riuscii. Ottavo era interessante, ma non volevo ficcarmi in qualche setta religiosa. Ci salutammo, con la sempre verde, promessa di rivederci.

Coming soon: Ménage à trois (di frequentazioni contemporanee).

Asile85. 13:05 | commenti
categorie: asile life

lunedì, 18 febbraio 2008

Asile Life #2

Previously, on Asile’s Blog: Primo, Secondo, Terzo e ...

Quarto: … dopo pochi istanti sbuca dalle mie spalle, chiedendomi scusa ma non era sicuro di avermi riconosciuto. Passammo tutta la giornata insieme, ci divertimmo molto. Lui per la prima volta nei suoi ventisei anni entrò in un Mc Donald’s e rimase colpito dai sapori e dal fatto che non fosse poi così male. Passammo molte ore insieme. C’era un forte feeling, ma nessuno dei due trovò il coraggio di prendere l’iniziativa. Tornati ognuno dietro al proprio monitor, riprendemmo i soliti comportamenti con la speranza di rincontrarci. Rincontreremo Quarto più avanti.

Quinto: Dopo la mezza delusione di Quarto, passai oltre convincendomi che al mio fianco ci volesse un uomo maturo, responsabile e di carattere. Bene. Incontrai Quinto. Anni dichiarati da lui 40, anni percepiti alla vista 55, anni anagrafici più di 50. Il classico tipo che dice di essere ricco come uno Sceicco del Brunei e alla fine non ha nulla. Ero abbastanza deluso e anche disgustato. Dopo quasi mezz’ora decisi di andare via nonostante lui volesse che ci vedessimo, con garbo gli dissi che poteva essere tranquillamente mio padre e che uno a casa già ne tenevo e far un doppione non era cosa. Rincontreremo, anche, Quinto più avanti.

Sesto: Conosciuto per sbaglio, sembrava simpatico e interessante e quindi decisi di incontrarlo il giorno di Santo Stefano. Parlammo, discutemmo e facemmo un giro in auto e ci fu il mio primo bacio. Tornato a casa raccontai tutto nella chat che frequentavo e che frequentava anche Quarto. Inutile dire che ebbe una reazione spropositata, facendomi una dichiarazione romantica e chiedendomi di provare a costruire qualcosa. Valutai le possibilità e decisi di no, pentendomene amaramente poco dopo. Per la prima volta ci fu un secondo appuntamento e la cosa mi mandava in estasi. Stupido e ingenuo com’ero, pensavo che ci fosse la possibilità di definire la nostra una “relazione”, ma lui precisò “Non ti devo mancare, noi siamo solo amici”. Obbiettai un paio di comportamenti che io non avrei mai fatto con un amico, e la cosa finì. Ognuno per la sua strada. Rimasi delusissimo, pensavo che fossi destinato a rimanere da solo per sempre quando…

Settimo: Settimo aveva il mio stesso nome, aveva tre anni meno di me, e sembrava carino, simpatico, interessante non un solito sedicenne che dopo dieci secondi passati insieme ti dice “TI amo”. Ho detto sembrava. Venne all’incontro accompagnato da due amiche (di cui una insostenibile) e un amico. All’amico raccontò che eravamo cugini, mentre le amiche sapevano tutto. Dopo un’oretta fuori a un venditore di hot dog sotto la pioggia lui mi disse quella frase lì. Rimasi paralizzato e ammisi a me stesso che qualcosa c’era dentro di me. Settimo fu il mio primo fidanzato ufficiale con annesso sponsor. Nel giro di una settimana conobbi i suoi, la madre mi adorava come il padre. La madre telefonava le sorelle per dire che il figlio “finalmente” frequentava qualcuno di serio e di responsabile. Sembrava che le cose andassero per il verso giusto, quando…

*To be continued*

Asile85. 13:46 | commenti (6)
categorie: asile life

Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.