Ho chiesto con voce tenera a mio padre cosa ci portasse quest’anno Babbo Natale. Lui ha risposto: “Na seggie ind e cianc”.
Voglio sapere perché nel periodo natalizio le case devo essere addobbate con qualsiasi cosa che s’illumini, contenga un Babbo Natale, del rosso e abbia scritto su “Buone Feste” in caratteri cubitali che si illuminano e si muovono? No, voglio saperlo. Chi ha avuto la brillante idea di fare una palla di cristallo, delle dimensioni della mia testa, con all’interno nell’ordine: Babbo Natale, la neve, case, bambini e qualsiasi cosa posso venire in mente ad una persona che fino a due secondi prima sembrava essere interessante e poi, non contento, aggiungerci anche un carillon? Perché io questo bell’oggettino, l’ho sulla mensola del camino e m’inquieta.
Sfatiamo un mito grosso come una delle Petronas Towers, a Natale non si è felici per niente. Si è incazzati cronici, ansiosi e depressi. Si è lì a pensare “Ma questa cacchio di zia dall’Argentina che la Clerici mi ha portato a casa, proprio sto maglione color verdino smorto mi doveva recare in dono?”. Ci riempiamo le case di lucine che messe insieme consumano più di dodici condizionatori posizionati a dieci gradi il quindici d’agosto, alcune che fanno anche le musichette che tutti odiamo. Che questo Natale sia in bianco la sapevamo anche prima che tu, becera lucina, iniziassi a produrre suoni visto che non ci si può accoppiare sotto l’albero mentre i tuoi cugini stanno lì a mangiare gli struffoli e a lanciarseli addosso. A Natale uno dovrebbe regalare degli ansiolitici non dei panettoni, oppure fare dei panettoni che abbiano al posto dell’uvetta e dei canditi (che tutti scartiamo) degli ansiolitici di vari colori così da sopportare meglio le persone con cui si sta gustando questo dolce godurioso. Il Natale è triste, credetemi. Il Natale è per coloro che hanno il cuore rivestito di amianto, che non provano sentimenti, che non tirano le somme dell’anno che si sta chiudendo. Loro sono i migliori, stanno lì con il loro strato di eternit che gli copre il cuore e pensano a come lavare il pastore tedesco, ma soprattutto quando.
Vorrei avere un cuore di amianto, ma ho paura che la mia vicina mi denunci, di nuovo, e mi tocchi mettere in sicurezza anche il mio cuore.
Lo sclero natalizio è ufficialmente iniziato.
Alla fine dell’ultima lezione di TUM, mi sono recato in dipartimento per prenotarmi. Sì, nel terzo millennio per questo esame ci si deve prenotare ancora come nel giurassico, o come dice il prof. “è un party prenotazione vecchio stile”. Se lo dice lui. Guardo i nomi dei prenotati e trovo:
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Cognome |
Nome |
Matricola |
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Lava |
Gina |
520/*** |
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.