Doveroso da parte mia ringraziare pubblicamente Knef per aver realizzato la nuova veste grafica dell’Asile’s Blog, per avermi sopportato nei momenti topici della realizzazione (<Asile>: Luci, luci, luci! ; <Knef>: -__-‘; o <Asile>: Potresti cambiare *blablablabla* (uccidimiuccidimiuccidimi); <Knef>: -__-‘) e per averlo realizzato proprio come volevo. Trovo assolutamente fantastico il risultato, nessun altro sarebbe riuscito a fare di meglio. Grazie.
Ora sta a voi dire cosa ne pensate.
Per mesi nel dipartimento di trasporti non si è potuto usare la toilette. La motivazione è molto semplice: si era rotto il galleggiante del WC. Ora una persona normale nella propria casa avrebbe chiamato un idraulico, aperto un altro mutuo, e fatto cambiare il pezzo. Bene. Ciò non è accaduto alla Federico II. La dirigenza, sagace e astuta come una faina, per risparmiare soldi, ha indetto una gara di appalto a livello europeo per la sostituzione del pezzo.
Ripeto: Gara di appalto a livello europeo per sostituire un pezzo che costa, sì e no, 10 euro.
Cosa si aspettavano che un idraulico di Perach spinto da una forza oscura partecipasse alla gara d’appalto? Alla fine si è aggiudicato la gara un idraulico di Fuorigrotta (che ha il negozio 10 metri dalla facoltà). Ora non per nulla ma chi si specializza in trasporti fa esami anche d’idraulica. Non dico che il presidente del corso di laurea si sarebbe dovuto attrezzare di scala, chiave inglese e galleggiante sotto braccio e mettersi ad armeggiare qualcosa. Però… siete una trentina di docenti con almeno due assistenti a testa, se li mandavate in spedizione punitiva nella toilette, qualcosa sarebbe successa, no? (Oltre qualche gravidanza ed esperienze omosessuali).
Cosa volete farci, la facoltà che frequento a stento riesce a permettersi il gesso… ah, no! Quello se lo devono portare i docenti perché l’ateneo non ha soldi, però ingaggiano Cecchi Paone per dei seminari.
Apperò.
Un post autobiografico ogni tanto ci vuole, no? Benne, eccovi accontentati.
Due sabati fa sarei dovuto andare a una cena con un amico e persone che non vedevo da più di due anni. All’inizio ero entusiasta della cosa, ma poi ho realizzato chi ci sarebbe stato e solo l’idea di rigettarmi in un passato fatto da amici di ex e pettegolezzi vari concentrati sulla figura di chi avrei portato con me mi fece cambiare radicalmente idea. Ringraziai per l’invito e dissi che magari un salto lo avrei fatto se fossero stati in zona. Ovviamente era una risposta politicamente corretta, giusto per non dire “Uscire con quelle checche? Manco morto mio caro amico!”. Beh quando uno dice la fortuna. Ero fuori al locale a morire di freddo e a ridere di remake del promo di LaChapelle di Desperate, quando ricevo una chiamata dal mio amico che mi chiede dove fossi. Inutile dire che eravamo entrambi allo stesso locale e la cena dalla quale io mi ero abilmente defilato, si svolgeva semplicemente tre tavoli più in là. Oltre a momenti esilaranti in cui ho dato del mafioso al compagno del mio amico, e dopo che il mio amico mi avesse indicato con chi stesse uscendo e ad alta voce aver aggiunto “Carino, ma è un po’ ingrippato, quindi no” decido di sedermi al tavolo con lui, lei, lei, lei, lui, lui e donna Luisa. La serata finisce con un saluto velocissimo e indolore.
Senza contare che la mia assenza dal blog è stata legata alla sospensione totale della linea telefonica e dalla rottura del pc fisso (di nuovo), ho bisogno di una benedizione anche ai capelli che ho tagliato da solo con il risultato di avere qualcosa d’informe sulla testa.
Tra le altre cose che meritano il mio prof di scienza e il suo assistente stava per arrivare alle mani con il tecnico del dipartimento. Al più preso inserirò la registrazione.
Sono tornato, così pare.
Asile
Update: L’audio è quello che è, però alzando il volume dovreste sentire tutto. Il primo è uno slancio di modestia del prof nei confronti dei suoi colleghi docenti, l’altro è il mitico litigio con gli inservienti che stava sfociando in rissa quando il sottoscritto abbandonava l’aula. Godeteveli.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.