Asile's Blog

Un blog al contrario

martedì, 24 aprile 2007

Sarà perchè...

Stasera sono scazzato, così random, senza una grossa motivazione, o forse si?
Sarà che l’altra sera mio padre ha rigato tutto lo sportello dell’auto compreso maniglia e fascia di plastica sul fondo, sarà che l’incidente è accaduto a causa di mia cugina che ha parcheggiato una merda nel garage, sarà che mentre scendevo per vedere quello che ne rimaneva dello sportello ho incontrato proprio la demente di mia cugina in cinta all’ottavo mese e non ho perso tempo a farla una pezza, sarà che mio padre non vuole accettare che gli ripaghino i danni, sarà che non ho la più pallida idea di dove prenderò i soldi per andare in vacanza quest’estate, sarà che ho litigato poco fa con mio padre a causa dei soldi che spende per mio fratello e che a me non vuole dare per le vacanze, sarà che sono ingrassato di sei chili e si vedono tutti, sarà che mi sono rotto di vivere in questa dannatissima casa (e confesso di aver sognato ad occhi aperti la mia vita senza di loro), sarà che mia madre non perde mai occasione per definirmi coloritamente un fannullone, sarà che quando mio fratello mangia deve rendere partecipe chiunque dell’evento emettendo rumori che mi fanno venir la voglia di gettarlo dalla finestra, sarà che oggi non ho concluso molto con lo studio, sarà che avrei voglia di parlare con lui ma suppongo sia uscito (ed ha fatto benissimo), sarà che sono mesi che non ho più una certa regolarità, sarà che non funziona più un cazzo su questo pc…
Sarà per tutto ciò, oppure no, ma io sono SCAZZATO.


Asile

Asile85. 21:49 | commenti (3)
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venerdì, 20 aprile 2007

Mare domani!

Guardando questa pubblicità ad inizio mese su Mtv, la prima cosa che mi venne in mente fu che le imprese edili non sapevano più cosa inventarsi pur di vendere ovunque e comunque.

Dopo averla vista più di una volta, pensai ridendo sotto i baffi che se dopo quindici anni la casa sarebbe stata sulla spiaggia, dopo venti sarebbe stata una palafitta e che dopo trenta sarebbe diventata la casa di Ariel in fondo la mar…

Ci siamo cascati tutti, ma almeno ora sappiamo i rischi che corriamo e che perderemo 4.500 kmq di coste italiane…

 

Asile

 

Asile85. 19:44 | commenti
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lunedì, 16 aprile 2007

La patata malefica

14-04-07_1909
É malefica, ve lo giuro!

Asile
Asile85. 23:31 | commenti (2)
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venerdì, 13 aprile 2007

Ricordi

L’auto saliva a fatica su quella salita che ci portava dinnanzi al cancello dal quale entravamo sempre con la stessa paura: “Siamo arrivati troppo presto e staranno ancora tutti dormendo”. Passavamo davanti all’ingresso principale per poi fermare l’auto sul di dietro, davanti alla porta del garage. Come sempre ad accoglierci c’era lei, Maria. Ci guardava sempre sorridente e mi stringeva forte a se sapendo che le avrei fatto tremila domande e le avrei rotto le scatole per tutta la giornata.
Poi come al solito uscivano un po’ tutti alla chetichella. La zia ci invita ad entrare anche perché fuori faceva sempre tremendamente freddo.
Entrando dalla porta sullo sfondo si vedeva uno di quei frigoriferi enormi nei quali ci si poteva entrare materialmente, mentre al centro c’era una di quelle cucine mega galattiche da ristorante con friggitrici capaci di friggere un bue sano in dieci secondi. Era bellissimo entrare dalla porta di servizio di una cucina di un ristorante alle dieci e mezzo del mattino. Era tutto pulito, anche se già si lavorava laboriosamente.
Ricordo mio zio che mi prendeva sempre da parte e mi portava davanti all’impastatrice e mi dava il permesso di dargli una mano nel mettere gli ingredienti in quell’aggeggio che fissavo per ore. Farina, acqua, sale, lievito e poi si schiacciava il pulsante magico che faceva muovere le pale all’interno. Dopo più o meno un’oretta si aveva l’impasto per le pizze della sera.
La cucina era enorme. Ricordo i miei che davano una mano in tutto, noi piccoli giocavamo con Black il  pastore tedesco che andava a scuola per cani e la cosa mi faceva ridere molto perché alla fin fine faceva sempre un po’ di testa sua nonostante gli ordini.
Ricordo la fatica che si faceva nella sala per prepararla. Cambiare le tovaglie, mettere i bicchieri, lavare per terra. Non era facile, soprattutto perché io non stavo fermo un minuto, andavo avanti ed indietro. Rompevo le scatole a Maria che mi sopportava e non so ancora come; a zia perché volevo restare lì dietro il bancone anche la sera (e a volte me lo permetteva); a zio che lavorava anche se poi lui voleva insegnarmi a tutti i costi a fare il pizzaiolo; ad Imma e Monica che dopo aver passato la mattinata a scuola, il pomeriggio a studiare la sera dovevano dare una mano in cucina.
Era bello vedere tutti i fuchi accesi con pentole e padelle ovunque che emanavano vapore, quando si entrava si era accolti da un profumo di cibo così buono che non ho mai più sentito.
Ero un po’ come uno di casa lì. Ci andavamo spesso quando ero piccolo. Mia zia mi racconta sempre che un giorno nel biberon (avrò avuto più o meno due anni) mi mise la birra e non la sdegnai affatto, anzi.
Venivamo anche sgridati a volte. Come quando non dovevamo calpestare la striscia di metallo sotto la quale passava il tubo del gas nella cucina, o che non dovevamo dare fastidio a Maria quando era vicino al forno perché per coccolarci a volte si dimenticava cosa stesse facendo, o quando veniva messa la legna nel forno. Tutti mi dicevano di stare lontano e che era pericoloso. Mio fratello aveva quasi paura del forno dalla quale bocca si vedeva una sorta di inferno. A me piaceva. Era bello vedere le fiamme che si espandevano per la cupola interna del forno, si attorcigliavano ed emanavano un calore strano, non come quello di un camino, ma molto più intenso.
Ricordo il capanno dove mio zio teneva la legna per il forno. Era enorme. Grande quando un palazzo e all’interno c’era quell’odore di legna che non potrei mai dimenticare (infatti ora quando passa davanti alla catasta di legna in montagna sentendo quell’odore ricordo subito quel posto incantato).
Ricordo i preparativi febbrili prima dell’apertura, e mia zia come al solito non voleva che dessimo una mano. Ci faceva sedere sempre al solito tavolo non lontano dal bancone dal quale ci si poteva scambiare delle occhiate per spettegolare dei clienti. La sera mio zio insisteva per farci mangiare qualcosa, ed era sempre una pizza che puntualmente provocava una lite tra mio zio e mio padre. Mio padre insisteva per volerla pagare e mio zio non cedeva mai. Ogni volta mio padre usciva dall’ingresso principale dicendo “Elio io qua non ci torno più, te li devi prendere i soldi!”.  Era bello vedere zia che ci rincorreva per salutarci e mi piazzava materialmente in macchina, abbassava la sicura e poi sbatteva lo sportello. Rimaneva lì a guardarci andare via fin  quando la macchina non era più visibile.
Dopo la mia prima comunione per anni non ci siamo più andati. Un litigio stupido, come al solito. Ci ritornammo dopo più di sei anni e fu una bella sensazione. Mi sentii a casa di nuovo anche se non potevo più entrare nella cucina, anche se Maria non lavorava più lì.
Quella sera mio zio ci comunicò che probabilmente avrebbe chiuso. Così è stato.
Durante le festività pasquali dell’anno scorso andammo a cena lì. Era tutto diverso. I tavoli nella sala erano tutti accumulati su un lato, il bancone non c’era più, la bocca del forno delle pizze era stata murata e davanti vi era stato piazzato un termo camino, come anche il tavolo refrigerato sul quale mio zio preparava le pizze non c’era più. Nella cucina quegli enormi frigoriferi c’erano ancora, ma venivano usati come piani d’appoggio per le pentole. Però la cucina funzionava ancora.
Per un attimo entrando da quella porticina in un angolo mi era sembrato di esser tornato bambino e di rivedere tutto come era sempre stato.
Mi manca quel posto, quella spensieratezza di quei tempi. Quando chiedevo una lattina di Coca cola a mia zia e lei davanti ai miei diceva “Te la do stasera” e poi di nascosto andava dietro il bancone e la prendeva. È strano pensare che ora Maria è sposata ed ha due gemelli di quasi dieci anni, anche Imma e Monica si sono sposate. Monica è andata a vivere in Belgio dove ha aperto una pizzeria tutta sua e la gestisce con successo da sola.
Forse sarà per questo che sogno di aprire un ristorante.
Forse.


Asile

Asile85. 21:59 | commenti
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martedì, 10 aprile 2007

Post Pasquale

Ricordi confusi.

Mangiare cioccolatini nel letto guardando la tv. Massa è un idiota. Ottimi cannelloni, ma decisamente letali. Dormire in posizioni scomode ma felici. "Devi mangiare sempre con il bicchiere d'acqua pieno, perchè se ti affoghi...". Appunti. Abbracci. “Pasquale, Pasquale!” urlato a Mergellina. Panni stesi. Gatti fastidiosi. Sdoganamenti. Piacere. Libertà. Inibizioni. Pizza. Bollicine. Ancora pizza. Ritardi al cinema. Parcheggi arditi. Benzina a buon mercato. Perdersi in pieno Vomero. Ospedali come se piovesse. Sorrisi. “Alba Parietti ha sempre un parere su tutto”. Sguardi dolciastri. Letti uniti. Pantofole nuove. Sms con fusi orari imbarazzanti. “Mi raccomando: non prendere caramelle dagli sconosciuti”. Indecisione. Prolungarsi della permanenza. Latte freddo. Appunti. Salmone affumicato e maionese non light. Cuoco provetto. Tentativi vani di fare amicizia col gatto. Dimenticanze. Baci. Vassoi. Felicità&rimpianti. Gesti convulsi. Promesse. Decisioni. Appuntamenti.

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Asile85. 21:03 | commenti (1)
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Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.