Ogni due per tre mi arriva a casa quella telefonata. “Aiutami, sono disperato…”. Non preoccupatevi, non si tratta di maniaci depressivi post tentativo di suicidio inconcludente, ma si tratta della mia punizione divina: Giamp. Un omino tutto fare che appena sente odore di esami si trasforma in uno straccio d’uomo. Un uomo che non riesce a parlare con i professori dalla timidezza e che insieme a quell’altro imbranato cronico di Gegè dà il meglio di se. Lo scorso semestre, fuori al dipartimento di fisica, ho assistito a scene del tipo: “Io suono e tu parli”. Sì, non ci sono parole. Solo insulti. Ma deflagrati nelle molecole, è un citofono, morderà mica? No. Di solito non lo fanno.
Oggi la mia punizione divina mi ha chiamato per sapere cose di un esame che ho dato anni fa, che ovviamente ricordo benissimo. Guarda, per me potresti dire qualsiasi cosa perché tanto non ricordo una beatissima mazza. Non contento, mi ha fatto chiamare un mio parente di terza che deve dare quell’esame. Ok, ci sta pure. Gli faccio un favore, che mi costa? Mi costa che è la quarta volta che me lo fai chiamare a ‘sto parente di terza. Prima o poi mi manderà a quel paese, dove i prati sono più verdi e le caprette mi fanno ciao.
Non contento oggi mi sono scapezzato sulla salita maledetta che porta dal mio presidente. Sì, mio. È tutto mio. Come al solito fuori la sua porta sembrava di stare al collocamento. Gente che entrava esponeva i propri problemi, lui li risolveva e i gentili studenti abbandonavano l’edificio come se avessero avuto una grazia. Finalmente il nostro turno. Abbiamo invaso lo studio, esposto il nostro problema, e lui come un capo della chiesa cristiana ci ha assolti da un esame e dato la benedizione. Sempre sia lodato. Che il mio presidente fosse padre Georg? Il vestito nero l’aveva…
Personaggi:
Luca
Stefano
Knef
Brassy (Manu)
I° Atto
Luca parla al telefono.
Luca: Sì, va bene… Certo, non preoccuparti non sparisco di nuovo per anni… Sì, mi farò vivo. Te lo prometto Robby…. Sul serio? Wow, in pratica prima abitavi a cento metri da casa mia! Peccato che non ci siamo mai visti… Robby, devo salutarti hanno suonato alla porta. Sì, stammi bene. Ciao.
Luca posa il telefono.
Luca: È una demolitrice di testicoli! Inutile che ridi tu! La prossima volta le do il tuo numero!
Stefano: No! Pietà! Roberta, no! Ti faccio il bucato per un anno ma non darle il mio numero.
Luca: Un anno è troppo poco.
Stefano: Ok, oltre al bucato ci aggiungo i piatti…
Luca: Sembri Mastrota, mi dai anche un materasso?
Stefano: Checca.
Luca: Frocio.
Si abbracciano. Entra Brassy.
Brassy: La finite voi due di abbracciarvi? Santa Pace prima o poi mi farete vomitare.
Brassy si unisce all’abbraccio. Entra Knef.
Knef: Non avevo dubbi. Prima o poi l’avreste sviata. Brassy perché non abbracci il tuo ragazzo?
Brassy: Ma loro sono più pucciosi ed hanno dei maglioni morbidissimi. Quello lì sembra che indossi della carta vetrata!
Luca: Manu ti ricordo che sei tu a lavarglieli…
Brassy: Cosa vorresti insinuare, che sono incapace?
Knef: Lo dimostrano i fatti.
Stefano sospira.
Luca: Ed ora che hai?
Stefano: Vi invidio, voi tutti accoppati ed io il singole della situascionz.
Knef: Basterebbe piantarla di saltare da un uomo all’altro…
Stefano: Sì, c’hai ragione perché sono un mangiatore di uomini…
Stefano: Prima o poi li faccio fuori a questi qua, vi ho avvisati.
Knef: Braffy, andiamo ho da portare delle cose in clinica.
Luca: Cosa?
Knef: Braffy. Così ce ne liberiamo per un bel po’.
Brassy: Luca ti prego intervieni! Difendimi!
Luca: Coprila bene prima di lasciarla in clinica.
Brassy: Stronzo.
Luca: Anch’io ti voglio bene.
Stefano: Ma voi non dovevate andare?
Stefano si avvicina alla porta e la apre.
Stefano: Su, su. Avanti senza paura!
Si salutano. Knef e Brassy lasciano l’appartamento.
Stefano: Coso lì è insopportabile.
Luca: Vi conoscete da otto anni ed ancora non andate d’accordo. State per battere un record.
Stefano: È insopportabile. Non so come tu faccia a starci insieme.
Luca: È la croce della mia vita, ormai c’ho il fatto il callo.
Stefano: Ma andare a vivere sotto lo stesso tetto?
Luca: Mai!
Stefano: Sì, ma ridurreste le spese.
Luca: Che romantico. C’è da chiedersi come mai sei single. Successo qualcosa oggi? Chiamato qualcuno? Posta? Nada? Perché mi guardi così?
Stefano: Non sono la tua segretaria.
Luca: Beh, sei stato tutto il giorno a casa a non far nulla…
Stefano: Sì ma non mi paghi.
Luca: Ti pago in natura, credi che casa mia sia un supermarket dove entri prendi la roba nel frigo e la porti a casa tua… Per non parlare poi di quando spacci casa mia per casa tua!
Stefano: Nel tuo orario lavorativo casa tua diventa casa mia, logico no?
Luca: Arrivato nulla?
Stefano: É arrivata questa per te.
Stefano consegna una lettera a Luca.
Luca: Chi sarà mai?
Apre la busta, legge la lettera ed inizia a ridere.
Stefano: Chi è?
Luca: Non ci crederai mai!
Stefano: È per caso un buono spazio temporale per tornare alla tua festa di diciotto anni per cambiarti quell’orribile vestito?
Luca: Il mio vestito era stupendo! Sei tu che non capisci nulla di moda!
Stefano: Peccato che lavori come stilista.
Luca: Maledetti quei due che ti pagano! Comunque è Karen. Ci ha invitati al suo matrimonio…
Stefano: Stai scherzando vero?
Luca: Sì, perché in realtà è il Papa Eminems che ci da la benedizione.
Stefano: Oh mio Dio! Andremo al matrimonio dell’anno!
Luca: Iuppyyyy. Ma cos'è questa puzza di bruciato.
Stefano: Ops…
Stefano corre in cucina uscendo dalla scena.
Coro: Aiuto, aiuto, aprite la finestra, che confusione che è il cuoco pasticcione!
Luca: Hey! Tra un po’ sarete voi a trovarvi fuori dalla finestra se non la piantate qui. Arrivo!
II°Atto
Luca: Bel posto, vero?
Stefano: Siamo al Caesars Palace a Las Vegas…
Knef: Sul serio? Non me ne ero reso conto.
Stefano: Perché sei stupido.
Luca: La finirete mai di pizzicarvi ogni due per tre?
Stefano: Ha iniziato lui!
Knef: Lo dici alla maestra?
Arriva Brassy.
Brassy: C’è un tipo al bar che non fa altro che guardarmi.
Luca: Ossignur, ma da dove sei uscita? Da un circo equestre?
Brassy: È un complimento?
Stefano: Tesoro guardati allo specchio…
Luca: Ricorda Brassy, il fondotinta va steso per bene, uniformemente…
Knef: Sembra che hai avuto due emorragie sugli zigomi.
Brassy: Ecco, lo sapevo…
Luca: Cosa?
Brassy: Non dovevo comprare un libro sull’arte della cosmesi.
Stefano: Una demente.
Brassy: Ma lì c’è scritto che il segreto è opacizzare. Una volta opacizzato bisogna dare luce al viso.
Stefano: Giusto, cosa ti sei opacizzata? Il decoltè o l’intelligenza?
Luca: La furbizia.
Ridono.
Coro: Ridi pagliaccio, sul tuo viso infranto…
Brassy: Ma chi ha pagato i biglietti a questi qui?
Luca: Mistero, però prima o poi li sterminiamo.
Brassy: Comunque ero venuta ad avvisarvi che tra un po’ c’è il ballo degli sposi!
Knef: Non ballo, lo sanno tutti.
Stefano: Cafone! La sposa potrebbe offendersi.
Luca: Sì, ha ragione Stefano. É una tradizione tutta americana quella del ballo portafortuna degli sposi.
Inizia il ballo.
Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.