Asile's Blog

Un blog al contrario

mercoledì, 29 novembre 2006


Per la felicità di qualcuno:

Invecchio
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Asile
Asile85. 16:40 | commenti (2)
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martedì, 28 novembre 2006

Senza capo nè coda

Eh sì, oggi voglio scrivere solo minchiate su questo blog. Cose che non interesseranno a nessuno e che  saranno senza senso!
Stamena sono andato a tagliarmi i capelli, dopo una settimana di traning autogeno c'è l'ho fatta! Ho messo piede dal barbiere con l'intento "Ora taglio tutto, testa compresa". Tutti sanno che odio le attese come poche cose nella vita. Bene. Tre ore di attesa! Un minchione prima di me si è fatto: tintura, trattamento per lisciare i capelli, taglio dei capelli con duplice lavaggio, barba e le sopracciglia.  Ovviamente nel frattempo ho avuto il tempo di farmi tre/quattro analisi di coscienza (così per portarmi avanti col lavoro), ricordare tutte le sirtuazioni più imbarazzanti della mia vita, mangiarmi le unghia, vedere ogni quanto  passa l'A72 fuori casa e pensare come uccidere il tizio che si stava fonando.
Ovviamente dal barbiere c'era anche un bambino di due anni che non ha fatto altro che piangere lanciando acuti a destra e a sinistra per farsi tagliare quattro capelli!
Terribile.
Sul serio.
Odio andare dal barbiere anche perchè è praticamente sotto casa e di solito le persone tendono a parlarmi nonostante la mia fama di asociale. Maledetti! Il silenzio è così bello, così personale, così "fatevi gli affaracci vostri".
Ovviamente il taglio che mi sono fatto è improponibile, nel senso che non riuscirò mai a farlo da solo. Dovrei staccarmi la testa e metterla sul tavolo per riuscire ad ottenere un risultato simile a quello che ho ora.
Durante l'attesa mi sono anche reso conto che senza occhiali da lontano non vedo una cippa, potrei scambiare una sposa per il Papa, la Carlucci per una figa e la de Filippi per un uomo... ah no, è un uomo, mi scusi!
Questo post senza capo nè coda termina ora.
Asile85. 15:22 | commenti (3)
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sabato, 25 novembre 2006

Stay

...
Wait, and please stay

Did you mean to push me away?
Please wait and just say
Is there a way that could replace
The times you never said
How've you been?
Do you need anything?
Want you to know I'm here?
Want you to feel me near?
...

Asile85. 09:24 | commenti
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venerdì, 24 novembre 2006

"Una scena così innaturale..."

Asile
Asile85. 09:17 | commenti
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domenica, 19 novembre 2006

Seconda Prova di Quorum!

"Lo guardavo. Era lì. Immobile. Fermo. Sembrava stesse dormendo. Invece il suo corpo si raffreddava con il passare dei minuti. Era morto. Forse lo era da prima. Erano anni che non si concedeva nulla. Viveva per morire. No, non sono pazzo. Forse lo sono per quel giudice che mi ha costretto a venire qui con la storia dell’infermità mentale, per la figlia dei fiori seduta vicino alla porta che ci giudica, ma non sono pazzo. Lui era già morto quando arrivai a casa. Era morto da dieci anni, perlomeno. Sì, morto. Era morto dentro. Non aveva più lo sguardo di una volta. Era spento. In fin de conti non credo che la morte l’abbia sorpreso. L’aspettava. O comunque era lei ad aspettare lui. Come del resto fa un po’ con tutti. Gli ho fatto un favore. Sì, gli ho fatto un favore. Che senso aveva vivere così. Non aveva sogni, interessi, fantasie. Eppure era diverso quando lo conobbi. Era così disarmante. Qualsiasi cosa iniziasse la portava a buon fine. Era così vitale, così forte e di buon umore. Abbiamo girato mezzo mondo. Siamo stati su quella spiaggia ai tropici. Non era così triste come in quella foto. Ultimamente era sempre triste. Pensava alla vecchiaia. Quale vecchiaia? La nostra? La sua? Eppure non avevamo problemi di nessun tipo. Non avevamo mai voluto figli, o forse non ci abbiamo mai creduto. In ogni caso non li abbiamo. Nessuno piangerà sulla sua tomba. Lo sa bene. Ho già pianto troppe volte quando è morto dentro. Ora non posso più piangere. Anzi, sono felice. È inutile che lei, seduto di canto al residuo post bellico, faccia smorfie di disprezzo. Crede che sia stato facile svegliarsi per dieci anni ed avere una persona morta al proprio fianco? Una persona con la quale non riuscire ad avere una conversazione? Crede sia facile? Non lo è. Gli ho fatto un favore. Non ha sofferto. È stato così semplice. Sono bastati una decina di noccioli di pesca, pestarli e ricavarne una poltiglia velenosa. L’ho mischiata al succo. Dopo poche ore ha smesso di morire vivendo. Non l’ho ucciso io! Non sono stato io! Non sono pazzo! È stato lui a volerlo! Lui e i suoi silenzi. Non ha avuto neanche le palle per lasciarmi nonostante i tradimenti. Non si sarebbe mai ucciso da solo. Codardo. Aspettava me. Ci dovevo pensare io. Come al solito. Per ogni cosa c’ero io. Io badavo gli affari, alla casa, alle bollette. In venticinque anni di convivenza non ha mai pagato le bollette. Era troppo fastidio per lui. Così l’ho ucciso. Non per le bollette, ma per la sua morte interiore. Le persone in coma erano più vitali di lui. Loro hanno delle contrazioni muscolari involontarie. Lui non aveva neanche quelle. Passava le giornate a leggere. Si chiudeva nello studio e leggeva. Era insopportabile. Ma l’amavo. O, perlomeno, il ricordo della persona che avevo conosciuto. Come si fa ad uccidere la persona che si ama? Semplice, non l’ho ucciso. Ha fatto tutto lui. Non sono stato io! Era lui con i suoi silenzi ad uccidersi. E l’ha fatto. L’ho solo aiutato a liberarsi del cadavere che si portava in giro. Dovreste dispensarmi da queste sedute. Informate il giudice. Non sono pazzo come quello di prima che ha fatto a pezzi la propria moglie seppellendola in giardino. Io gli ho fatto un favore. Sì, un favore. E voi non lo capite."

Asile consegna la sua prova a Stellerubate.

Il post che avete appena letto partecipa al reality-game-blog Quorum!

Asile85. 17:40 | commenti (4)
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Ogni riferimento a fatti o persone è puramente casuale.
Grafica realizzata da Knef.